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Cinema Trevi: per la rassegna "Le città visibili: Madrid", oggi film di Jules Dassin, Amenábar, Martín Patino e Almodóvar. Domani alle 16.30 sarà presente il regista Juan Manuel Chumilla Carbajosa, ex allievo del CSC.
Ancora fino al 21 dicembre è in corso la rassegna "Le città invisibili: Madrid".
Programma ultimi due giorni di "Le città visibili: Madrid":
sabato 20
ore 16.30
10:30 P.M. Summer (Alle
10:30 di una sera d'estate, 1966)
Regia: Jules Dassin;
sceneggiatura: J. Dassin, Marguerite Duras, dal romanzo Dix heures
et demie du soir en été di M. Duras; fotografia:
Gábor Pogány; musica: Cristóbal Halffter;
montaggio: Roger Dwyre; interpreti: Melina Mercouri, Romy
Schneider, Peter Finch, Julián Mateso; origine: Usa/Spagna;
produzione: Argos Films; durata: 85'; v.o.; sott. it.
Paul e Maria, una giovane
coppia inglese, sono in viaggio per la Spagna in compagnia di
un'amica comune, Claire. Accortasi della forte attrazione che
intercorre tra i due, Maria decide di fuggire, non prima di aver
incontrato un uomo misterioso che ha appena ucciso la moglie e
l'amante. Cult "invisibile" di Dassin, è un thriller atipico
fatto di atmosfere e sperimentalismi visivi e narrativi, con un
cast stellare. Presentato in una rara copia d'epoca in Technicolor,
è un evento davvero imperdibile.
ore 18.10
Madrid
(1987)
Regia: Basilio Martín
Patino; soggetto e sceneggiatura: B. M. Patino; fotografia: Augusto
García Fernández-Balbuena; musica: Carmelo Bernaola;
interpreti: Rüdiger Vogler, Verónica Forqué,
Maria Luisa Ponte, Luis Ciges, Ana Duato; origine: Spagna;
produzione: La Linterna Magica; durata: 114'; v.o.; sott. it.
Uno sguardo lucido e
disincantato sulla capitale spagnola da parte di uno degli autori
che hanno fatto del cinema uno affilato strumento di indagine
sociologica e di protesta. Considerato una spina nel fianco dal
governo franchista (tra i suoi film più celebri, Caudillo e
Canciones para después de una guerra), Patino realizza forse
con Madrid il suo capolavoro, nonché un commosso omaggio
alla capitale spagnola in occasione dei cinquant'anni della Guerra
Civile. Nella parte del protagonista ritroviamo Rüdiger
Vogler, già attore feticcio di Wim Wenders.
Copia proveniente da
Filmoteca Española
ore 20.15
Abre los ojos (Apri gli
occhi, 1997)
Regia: Alejandro Amenábar;
soggetto e sceneggiatura: A. Amenábar, Mateo Gil;
fotografia: Hans Barman; musica: A. Amenábar, Mariano
Marìn; montaggio: María Elena Sáinz de Rozas;
interpreti: Eduardo Noriega, Penélope Cruz, Chete Lera, Fele
Martínez, Najwa Nimri; origine: Spagna/Francia/Italia;
produzione: Fernando Bovaira, José Luis Cuerda, Alain Sarde;
durata: 117'.
Il talento visivo di
Amenábar svelato al pubblico internazionale in un puzzle
psicologico che fece innamorare Tom Cruise, il quale ne
comprò i diritti per il remake americano Vanilla Sky (poi
interpretato sempre dalla Cruz). La vicenda ha per protagonista il
playboy Cèsar, che rimane sfigurato in seguito alla vendetta
di una sua ex e decide di nascondersi al mondo, anche alla donna
che ama. Ma l'inquietante realtà che si nasconde dietro gli
eventi è molto più complessa delle apparenze. Piccolo
grande cult spagnolo che mescola piani narrativi, scansioni
temporali e soprattutto realtà e finzione, in un
appassionante mosaico di pura fascinazione
cinematografica.
Copia proveniente da
Cineteca Griffith
ore 22.30
La ley del deseo (La
legge del desiderio, 1987)
Regia: Pedro Almodóvar;
soggetto e sceneggiatura: P. Almodóvar; fotografia:
Ángel Luis Fernández; montaggio: José Salcedo;
interpreti: Carmen Maura, Antonio Banderas, Eusebio Poncela, Miguel
Molina, Fernando Guillén; origine: Spagna; produzione:
Agustín Almodóvar, Miguel Ángel Pérez
Campos; durata: 102'.
Il film forse più
estremo di Pedro Almodóvar è forse anche quello
più autobiografico: gli amori e le vicissitudini di un
regista omosessuale e di sua sorella attrice in una pellicola che
sceglie sapientemente di portare all'eccesso ogni discorso, sia
stilistico che narrativo. Un film capace di alternare con
abilità il registro melodrammatico con quello grottesco,
sempre sul filo di una sublimazione del "basso" e di un umorismo
che rappresentano la cifra più personale del regista. Ancora
lontano dalla futura carriera hollywoodiana, Banderas offre una
delle sue migliori interpretazioni di sempre.
domenica
21
ore 16.30
Buscarse la vida
(2007)
Regia: Juan Manuel Chumilla
Carbajosa; soggetto e sceneggiatura: J. M. Chumilla Carbajosa;
fotografia: Jordi Abusada; montaggio: Elsa Díaz Pirinoli;
interpreti: Modesto Bayón, Rosa Pérez, José
Moisés, Isaac Pozo, Atanas Velikov, Juan Carlos Morales;
origine: Spagna; produzione: Canal Plus; durata: 85'; v.o.; sott.
it.
Il film racconta la vita
quotidiana di sette persone che vogliono superare la loro
condizione di povertà, inventando una via di fuga dalla
strada e dall'emarginazione. Prodotto da uno dei grandi artefici
della storia del cinema spagnolo, Elías Querejeta
(già produttore di registi come Saura o Erice), Buscarse la
vida è un documentario commovente e impietoso al tempo
stesso, capace di uno sguardo non retorico sulla Madrid di oggi. Il
film viene presentato in anteprima italiana alla presenza del
regista Juan Manuel Chumilla Carbajosa, uno degli autori più
promettenti dell'attuale panorama spagnolo. Chumilla ha mosso i
primi passi nel cinema proprio al Centro Sperimentale di
Cinematografia di Roma, dove si è diplomato in regia. Anche
produttore, con la sua Kinos Klan, tra i suoi ultimi film
ricordiamo il documentario Magos como tú (2005), Desnudos
(2007, presentato ai festival di Montreal e Valencia) e El agua de
la vida (selezionato a Valladolid 2008).
Anteprima italiana -
Proiezione alla presenza del regista
ore 18.30
El Pisito
(1959)
Regia: Marco Ferreri;
sceneggiatura: M. Ferreri, Rafael Azcona; fotografia: Francisco
Sempere; musica: Federico Contreras: montaggio: José Antonio
Rojo; interpreti: Mary Carrillo, José Luis López
Vázquez, Concha López Silva, Ángel
Álvarez, María Luisa Ponte; origine: Spagna;
produzione: Documento Films; durata: 87'; v.o.; sott. it.
Rodolofo e Petrita sono
fidanzati da ormai dodici anni, ma non riescono a sposarsi non
potendo permettersi un appartamento. Dietro consiglio della donna,
Rodolfo accetta di prendere in moglie l'ottantenne proprietaria
della pensione dove vive, in attesa dell'eredità... Dal
realismo dello spunto iniziale - la mancanza di alloggi a Madrid, i
salari bassi - Ferreri tira fuori un film pieno di umorismo nero,
la prima grande testimonianza della sua poetica cinematografica
graffiante e metaforica. Il film segna anche l'inizio del sodalizio
tra il regista e il suo sceneggiatore storico, Rafael
Azcona.
Copia proveniente da
Lab80
ore 20.15
¡Viva Madrid que es
mi pueblo! (1929)
Regia: Fernando Delgado; soggetto
e sceneggiatura: F. Delgado, Marcial Lalanda; fotografia: Enrique
Blanco; musica originale: Daniel Montorio; interpreti: Marcial
Lalanda, Florencia Bécquer, Faustino Bretaño, Carmen
Viance, Celia Escudero, Juana Espejo; origine: Spagna; produzione:
Ediciones Orozco; durata: 160'; v.o.; sott. it.
Forse l'opera più
famosa di uno dei maestri del cinema muto spagnolo, ¡Viva
Madrid que es mi pueblo! ha tra i suoi protagonisti uno dei celebri
toreri dell'epoca, Marcial Lalanda, che contava tra i suoi
ammiratori anche lo stesso Ernest Hemingway. Opera di grande
impegno produttivo, viene presentata per la prima volta in Italia
nella versione restaurata dalla Filmoteca Española e
accompagnata dal vivo al pianoforte dal Maestro Antonio Coppola,
tra i massimi esperti del settore e capace come pochi di ricreare
l'atmosfera originaria dell'epoca del cinema muto.
Copia proveniente da
Filmoteca Española - Accompagnamento dal vivo al pianoforte
del Maestro Antonio Coppola
Per il programma completo della
rassegna, clicca
qui.

