- Home
- / Cinema Trevi: Figure del femminile tra Cinema e Psicoanalisi. Rossellini
Cinema Trevi: Figure del femminile tra Cinema e Psicoanalisi. Rossellini
Alle 20.30 relazione della psicanalista Anna Ferruta e incontro moderato da Fabio Castriota con Adriano Aprà
27.02.2010
Psicoanalisi e Cinema hanno molto
in comune: sono nate nello stesso periodo, hanno avuto nel secolo
appena finito un enorme sviluppo e diffusione continuando ad
influenzare, con la loro ricerca sull'uomo e le sue dinamiche
profonde, il mondo della cultura, della scienza e dell'arte. Anche
se il cinema non ha alcun presupposto terapeutico, alcuni aspetti
della sua indagine e la sua capacità di stimolare e portare
alla coscienza, all'interno di un contenitore artistico, dei nuclei
attivi nel profondo della psiche fanno sì che sviluppare un
confronto su alcuni temi può essere utile e stimolante. I
film hanno d'altronde modalità espressive affini a quelle
dei sogni e dell'immaginario, utilizzando quel registro iconico su
cui la Psicoanalisi indaga come livello di simbolizzazione sulla
strada della rappresentazione e della pensabilità. Partendo
da questo interesse, il Centro Sperimentale di Cinematografia
organizza, col patrocinio della SPI (Società Psicoanalitica
Italiana) una serie d'incontri mensili, nella giornata di sabato,
centrati sul rapporto tra il Cinema e la Psicoanalisi e sugli
aspetti che la visione di un film può approfondire. In
queste serate di volta in volta uno psicoanalista proporrà
una breve relazione, dopo la proiezione dell'ultimo film
selezionato, aperta alla discussione con autori/attori/critici
cinematografici e col pubblico. Nel 2010 i film presentati e gli
spunti di riflessione proposti vertono intorno ad un percorso che
attraversa il tema della femminilità, sia sul versante
cinematografico che su quello psicoanalitico e, più in
generale, culturale.
ore
17.00
Roma città aperta
(1945)
Regia: Roberto Rossellini;
soggetto: Sergio Amidei, Alberto Consiglio [non accreditato];
sceneggiatura: S. Amidei, Federico Fellini, R. Rossellini e Carlo
Celeste Negarville [non accreditati]; fotografia: Ubaldo Arata;
scenografia: Renato Megna; arredamento: Domenico Purificato, Mario
Chiari; musica: Renzo Rossellini; montaggio: Eraldo da Roma;
interpreti: Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Vito Annichiarico, Nando
Bruno, Harry Feist, Francesco Grandjacquet; origine: Italia;
produzione: Excelsa Film; durata: 104'
«Da questa
Città aperta di Rossellini si possono trarre preziosi
insegnamenti. Primo, che i nostri film debbono esprimere concetti
semplici, illustrare la nostra vita e liberarsi dalle smanie
esibizionistiche della precedente "rinascita". Secondo, che
soltanto a questo patto i nostri film potranno interessare
fors'anche conquistare i pubblici stranieri. Città
aperta è un documentario romanzato, e nella sua
trama trovano ospitalità tutti quegli elementi drammatici
che sono ormai legati nel ricordo al periodo dell'occupazione
nazista di Roma: le razzie, le uccisioni, le torture inflitte ai
patrioti, la fame e l'attesa degli abitanti, il sacrificio di molte
anime nobili, la lotta clandestina. Una sceneggiatura molto abile
ha dato in efficace sommario la vita di quei mesi, ricordando in
uno dei protagonisti l'eroico Don Morosini e nell'altro sommando le
figure dei numerosi patrioti morti per mano delle SS. La regia di
Rossellini si tiene al sodo, evita le divagazioni e punta sui fatti
dei quali il film abbonda, risolvendoli con una precisione e
un'impassibilità che a noi ricorda lo spirito che circola
nelle pitture di un altro romano, Antonio Donghi»
(Flaiano).
Versione
restaurata dalla Cineteca Nazionale
ore
19.00
Viaggio in Italia
(1954)
Regia: Roberto Rossellini;
soggetto e sceneggiatura: Vitaliano Brancati, R. Rossellini dalla
novella Duo di Colette; fotografia: Enzo Serafin;
scenografia: Piero Filippone; costumi: Fernanda Gattinoni; musica:
Renzo Rossellini; montaggio: Jolanda Benvenuti; interpreti: Ingrid
Bergman, George Sanders, Maria Mauban, Anna Proclemer, Paul
Müller, Leslie Daniels, Natalia Ray; origine: Italia-Francia;
produzione: Sveva Film, Junior Film, Italia Film, I.E.C., Ariane
Film, Francinex; durata: 82'
Una coppia di coniugi inglesi
in crisi si reca a Napoli. In una realtà completamente
differente da quella abituale, i due ritrovavano sentimenti
smarriti. Stroncato in Italia e in America, bocciato dal pubblico,
amatissimo in Francia dai registi della nouvelle vague (Rivette
disse che «con l'apparizione di Viaggio in Italia
tutti i film sono improvvisamente invecchiati di dieci
anni»), è il film con il quale Rossellini si pone
oltre il neorealismo, a un passo dal (futuro) cinema
dell'alienazione di Antonioni. «Dopo il neorealismo e prima
del cinema esistenziale di Antonioni, Rossellini stacca la macchina
da presa dai fatti e impone agli attori una recitazione straniata,
arrivando a cogliere il senso profondo dell'alienazione
contemporanea nella vuota attesa del Nulla, a cui però
riesce ancora a trovare una soluzione»
(Mereghetti).
ore
20.30
Relazione della psicanalista
Anna Ferruta e incontro moderato da Fabio Castriota
con Adriano Aprà
a seguire
Europa '51 (1952)
Regia: Roberto Rossellini;
soggetto: R. Rossellini da un'idea di Massimo Mida e Antonello
Trombadori; sceneggiatura: Sandro De Feo, Diego Fabbri, Ivo
Perilli, R. Rossellini, Brunello Rondi, con la collaborazione di
Mario Pannunzio, Antonio Pietrangeli; fotografia: Aldo Tonti;
scenografia: Virgilio Marchi; costumi (per Ingrid Bergman):
Fernanda Gattinoni; musica: Renzo Rossellini; montaggio: Jolanda
Benvenuti; interpreti: Ingrid Bergman, Alexander Knox, Sandro
Franchina, Ettore Giannini, Giulietta Masina, Teresa Pellati;
origine: Italia; produzione: Lux Film; durata: 118'
Irene, moglie di un
diplomatico, conduce una vita sfarzosa fra un ricevimento e
l'altro. Una tragedia familiare la costringerà
drammaticamente a guardarsi dentro e a scoprire nuovi orizzonti.
Film incompreso all'epoca (Moravia: «Rossellini ha addentato
più di quanto fosse in grado di masticare»), la cui
importanza è cresciuta nel tempo, fino a configurarsi come
il vertice del sodalizio Rossellini-Bergman. Il bambino che
interpreta la parte del figlio di Irene, Sandro Franchina, avrebbe
poi diretto nel 1966 il significativo Morire gratis.
«Rossellini vede nell'itinerario dei fatti solo un pretesto,
sposta la sua messa in scena sui grandi conflitti ideologici,
mostra un itinerario interiore, con la luce abbagliante della
radiografia. Per questo Europa '51 è uno dei film
più importanti di questi anni, il più attuale, il
più sentito» (Edoardo Bruno).
Ingresso
gratuito





